Turisti barbari

Turisti-peggiori

Carlo Piano per http://www.laverita.info/La-Verita-quotidiano-indipendente-diretto-da-Maurizio-Belpietro (2 agosto 2017)

C’ è chi si tuffa dal ponte di Calatrava, pensando che i canali di Venezia siano piscine, anche se non proprio dall’ acqua cristallina. E chi, in barba a qualunque divieto o elementare regola di convivenza civile, pensa bene di versare in mare l’olio della scatoletta del tonno, per poi nascondere il contenitore sotto la sabbia. Anche quest’ anno, come da tradizione, nelle città e luoghi di villeggiatura italiani va in scena il teatro della maleducazione. Gli attori sono sempre tantissimi, stranieri ma alcune volte anche nostrani. Arrivano nei paradisi dell’ arte e della natura e, con i loro comportamenti senza rispetto né cultura, li trasformano in discariche o bettole. Noncuranti della presenza di altre persone. Siamo solo a metà estate, ma gli episodi sono già moltissimi. Ha fatto molto discutere, per esempio, la bravata di un gruppo di ragazzi belgi che all’ alba, in costume, si sono gettati in acqua dal ponte di Calatrava, nel centro di Venezia. Un volo da oltre 7 metri di altezza, che ai ragazzi potrebbe costare una punizione esemplare, così come annunciato dall’ amministrazione, intenzionata a fare ricorso anche al Daspo urbano. Ma non finisce qui, perché una fra le città più amate e famose del mondo è stata protagonista di altri episodi simili, come il tuffo dal ponte di Rialto direttamente nel Canal grande, che pochi giorni fa ha visto protagonista un argentino di 42 anni. I veneziani ormai non ne possono più, costretti come sono a vedere orde di turisti semi svestiti o addirittura nudi girovagare per le calli. Così il Comune ha deciso di inasprire le pene: per chi non rispetta le ordinanze le multe passano da 50 a 450 euro. Ma non è solo Venezia a soffrire per la maleducazione dei vacanzieri. Anche in Svizzera ultimamente ci sono molti problemi. Da quando un ammiratore della Val Verzasca, nel Canton Ticino, ha deciso di postare le meraviglie del luogo sui social ribattezzandolo le «Maldive di Milano»: gli arrivi si sono moltiplicati. Con le inevitabili code, parcheggi selvaggi e schiamazzi, che stanno trasformando questa incantevole e nascosta spiaggetta in un posto sovraffollato e invivibile. Emblematico è anche quanto successo pochi giorni fa in Sardegna. Una signora, italiana, dopo aver condito la sua insalata ha versato l’ olio del tonno in mare e poi ha anche sotterrato la scatoletta nella sabbia, sotto gli occhi dei suoi figli e degli altri bagnanti. L’ episodio non è passato inosservato. Un abitante del luogo ha urlato: «Di turisti così non ne abbiamo bisogno, ha capito? Abbiamo bisogno di turisti rispettosi dell’ ambiente Cosa sta insegnando ai suoi figli?». Scenetta ripresa da una fotografa che poi ha postato il video sui social, mostrando a tutti l’ umiliazione subita dalla turista maleducata. Fra le città prese d’ assalto c’ è naturalmente anche Roma, con le sue fontane monumentali troppo spesso usate per bagni improvvisati. La più esposta, naturalmente, è la Fontana di Trevi. Che, puntualmente, anche una settimana fa è stata usata come piscina da una ragazza tedesca, convinta, evidentemente, di essere una rediviva Anita Ekberg. Per lei il municipio ha stilato un verbale da 450 euro, uguale a quello consegnato al turista spagnolo che lo scorso aprile aveva fatto la stessa cosa. Denudandosi completamente davanti a centinaia di visitatori. Ma adesso la capitale ha deciso di prendere provvedimenti più seri, introducendo i volontari del decoro. Si appostano davanti alla celebre opera e, armati di fischietto, vigilano sul comportamento dei visitatori dalle 9 del mattino alle 24. Più insolita, ma decisamente originale, è la misura adottata a Firenze per evitare i bivacchi davanti ai monumenti. All’ ora di pranzo vengono sparati getti d’ acqua su sagrati, scalinate e marciapiedi del centro storico, con l’ intenzione di scoraggiare i turisti che vogliano utilizzarli come postazioni per il picnic. Da Nord a Sud i problemi non cambiano. E così anche la Puglia, presa d’ assalto come da tradizione, ha deciso di correre ai ripari. La capitale del turismo salentino, Gallipoli, ha introdotto una nuova regola che permette ai proprietari di alberghi, case vacanza e bed and breakfast, di cacciare i clienti maleducati. Nella vicina Porto Cesareo, invece, il giro di vite è contro chi sgarra nella racconta differenziata. Così sono state allestite fototrappole che inchiodano, e multano, chi si libera dei rifiuti in modo o posti non consentiti. E poi c’ è Fasano, in provincia di Brindisi, dove il sindaco ha deciso di distribuire volantini per spiegare dove sia consentito campeggiare. E infine Castellaneta Marina (Taranto) dove si vigila affinché le uova deposte dalle tartarughe non siano messe in pericolo, come troppo spesso invece avviene. Il degrado rischia di rovinare anche il piccolo borgo di Castellabate, in provincia di Salerno, quello diventato famoso con il film Benvenuti al Sud. Così da quest’ anno i turisti dovranno rispettare un vero e proprio memorandum della civiltà. Fra le regole imposte, non indossare costumi o non passeggiare a torso nudo a meno che non ci si trovi in spiaggia. Insomma, contro la maleducazione che si scatena in vacanza l’ Italia prova a mobilitarsi. Eppure proprio il Belpaese è finito nella top ten dei Paesi più ostili e scontrosi del mondo nei confronti dei turisti. La classifica è stata stilata da Skyscanner.it (sito internazionale specializzato per la ricerca di voli, hotel e auto a noleggio a prezzi vantaggiosi), e vede l’ Italia al penultimo posto, davanti alla Turchia leggermente più gentile di noi con i visitatori. Tra i migliori, ma dei peggiori. In base al sondaggio, la nazione di gran lunga più antipatica agli occhi di chi la visita è la Francia, seguita da Russia, Regno Unito, Germania, Cina, Stati Uniti, Spagna e Polonia. Ma chi sono i turisti più maleducati del mondo? Quelli che arrivano e lasciano dietro di sé solo inciviltà e mancanza di rispetto? Al primo posto della poco invidiabile graduatoria ci sono i britannici, «rei» di parlare solo inglese senza sforzarsi di farsi capire in una lingua diversa, di non consumare cibo e bevande locali e di non curare l’ igiene personale. Seguono i francesi, considerati arroganti, avari, rumorosi è poco inclini a parlare idiomi diversi dal loro. Al terzo posto ci sono i russi, spesso indisciplinati e dotati di poco gusto. Infine ci sono gli americani (mal vestiti e poco interessati alla cultura) e gli italiani, troppo chiassosi e avari con le mance. I migliori del pianeta? Naturalmente sono giapponesi e scandinavi.

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