Gli amori di Terence Stamp

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Un estratto dell’articolo di Filippo Brunamonti per http://www.repubblica.it/ (6 luglio 2018)

Non chiedetemi cos’ ho fatto stamattina. Tanto non me lo ricordo». Per Terence Stamp la memoria va tradita: «Non ho mai tenuto un diario, nessun appunto, cartolina o biglietto. Sapevo che sarei diventato un artista aperto al mondo». Ottant’ anni il 22 luglio, maglietta a maniche corte, gambe atletiche, il color argento dei capelli che illumina un angolo di notte a Chinatown. «Il cinema, alla fine, è l’ unico ricordo che resta» sorride. Sul grande schermo ha cominciato con il marinaio Billy Budd (nomination all’ Oscar a 23 anni), ha recitato per Ken Loach (…), Pasolini (…), ispirato le drag queen con il ruolo di Bernadette in Priscilla – La regione del deserto. Ha lavorato con Fellini (…), fatto la corte a Silvana Mangano per le vie di Roma. Tra i suoi amori, Julie Christie e Brigitte Bardot. Un centinaio di fan in coda per farsi autografare il memoir The ocean fell into the drop; alcuni già comodi in poltrona al cinema Metrograph per una copia in 35mm del film di Stephen Frears, Vendetta, con Stamp delinquente. Tutto sold out. «Sono accorsi a vedere l’ ex attore inglese più bello del mondo» osserva Stamp che ha portato la corona del bello per sessant’ anni. Con noi parte dal sesso: «Ho avuto storie con le donne più desiderate della Terra. Ora mi avvicino alla morte, meglio darsi una calmata» (…) A 79 anni preferisce lo yoga al sesso: «Passata la fama di sciupafemmine, medito tutti i giorni, leggo le poesie di Rumi». (…) Se con la scrittura e il memoir ha scelto di mettere su carta vita, amore e carriera è per via di sua madre: «Lei vedeva nella mia timidezza un segno del destino». (…)  «La mamma studiava legge di notte e recitava a scuola di giorno. Quando se n’ è andata ho contattato gli amici di lunga data e scoperto che nessuno immaginava quanto fosse dura per noi la realtà: io e mio fratello Chris uscivamo sempre eleganti e puliti». Chris Stamp, uno dei produttori più influenti nell’ industria musicale inglese, era il fuorilegge di casa. (…) ha prestato il fianco a Jimi Hendrix e lanciato gli Who, lavorando alla rock opera Tommy. Ricordate i completi di Roger Daltrey? Merito del mio guardaroba. Anzi, ora rivorrei indietro una delle mie tutine rosa-glitterato (…)». L’ amicizia che ricorda con più affetto è quella con Lady Diana: «Quando ha accettato il mio primo invito a cena le ho cucinato risotto coi funghi e scritto “Sua Maestà” in bianco e nero sul piatto con due tubetti di crema di tartufo. Avevo cinquant’ anni, lei venti. Un tè, una passeggiata, due chiacchiere ogni tanto. Una donna straordinaria». Su Pasolini: «Non mi ha rivolto la parola per tutto Teorema. Le sole indicazioni erano: uno straniero arriva in città, fa l’ amore con tutti e se ne va». Brando: «Sul set di Superman lo vidi fare il gigione con due orientali. A un certo punto si avvicina e dice: Hey, sono Marlon Brando. Le vidi quelle due? Vogliono venire a letto con te». Rimpianti? «Non aver visto Il viaggio di G. Mastorna di Fellini. Probabilmente pensava che se lo avesse realizzato sarebbe morto. Federico mi aveva ribattezzato Terenzino Francobollo. C’ è chi mi ci chiama ancora in Italia». (…)

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